La mia storia, per intero
Le radici
Sono nato il 7 luglio 1991 a Monza. I miei genitori si sono conosciuti in un centro spirituale in Francia, e da loro mi è arrivata l'abitudine a non liquidare in fretta quello che non si spiega subito. Il lavoro su me stesso, però, l'ho dovuto fare da solo — nessuno me l'ha risparmiato.
Una ferita che è diventata dono
Il mio ingresso nel mondo non è stato semplice: sono nato da genitori non più giovanissimi, e sebbene la gravidanza sia stata serena, il parto è stato complesso — per nascere ho dovuto lottare, e per anni non sono riuscito a girare la testa verso sinistra. Ancora oggi porto sul corpo i segni di quel momento, una leggera asimmetria che nel tempo ho imparato ad accettare. Oggi penso che quella non sia stata una sfortuna, ma l'inizio di un modo diverso di guardare il dolore — il mio e quello delle persone che accompagno.
Il valore della concretezza
Questo mi ha portato a esplorare anche la vita materiale, attraverso esperienze diverse ma per me fondamentali: ancora oggi restauro macchine del caffè e gestisco un'azienda di abbigliamento da lavoro. Non li vedo come lavori lontani dal mio percorso interiore, ma come una parte che mi tiene radicato mentre esploro le dimensioni più sottili della persona.
Il risveglio
Nel frattempo la mia strada interiore non si è mai fermata. Per anni ho praticato in ambito privato, con le persone a me più vicine, la regressione alle vite passate. Accompagnare gli altri mi ha costretto a lavorare su me stesso, in uno specchio continuo. Da lì ho deciso di farne un mestiere e di formarmi come si deve: la scuola di Counselling di Mauro Scardovelli, l'abilitazione in Rebirthing, la Litoterapia Bioenergetica di primo livello e infine la formazione in Regressione alle Vite Passate sul metodo del Dr. Brian Weiss.
Quello che faccio, e quello che non faccio
Non applico semplicemente una tecnica: porto presenza e ascolto a chi sceglie di guardarsi dentro. Ogni persona che incontro porta la propria storia, e la accolgo senza giudizio, con la stessa attenzione con cui vorrei fosse accolta la mia.
E ci tengo a dire anche il resto, con la stessa chiarezza. Non sono un medico e non sono uno psicologo, e «Operatore del Benessere» non è una professione sanitaria. Non curo, non diagnostico, non guarisco nessuno e non prometto risultati. Quello che faccio è una disciplina olistica di crescita interiore: sta accanto ai percorsi medici e psicologici, non al loro posto — e quando serve, sono io il primo a dirti di rivolgerti altrove.